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Mercoledì 04 Dicembre 2019 16:21

Violenza di genere e populismo penale

Il Seminario "Violenza di genere e populismo penale", che si è tenuto a Torino il 21 novembre presso la Sala Bobbio, organizzato da CCVD (Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne), Sapereplurale e Amaryllus Onlus, in collaborazione con CIRSDE (Centro Interdisciplinare di Ricerca e Studio delle Donne e di Genere) con il patrocinio della Città di Torino, può essere visualizzato e ascoltato integralmente sul sito di Radio Radicale.

Leggi l'introduzione al seminario

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CCVD (Coordinamento Cittadino contro la Violenza sulle Donne, Città di Torino) – Gruppo Formazione

Si vanno moltiplicando negli ultimi mesi prese di posizione, proposte legislative e proclami sui media, da parte delle forze governative e non, relativi alla risposta legislativa e penale alla violenza contro le donne. Si tratta di proposte basate sull’aumento delle pene di fattispecie di reato già sanzionate dal codice penale e di istituzione di nuove fattispecie di reato, fino alla presentazione di misure destinate a reprimere i responsabili di violenza sul piano psicofisico (come nel caso della cosiddetta castrazione fisica).

Il populismo penale

Definiamo questa tendenza in atto nel campo dei reati contro le donne del tutto interna al populismo penale che affligge oggi molte altre aree della vita sociale e dei comportamenti umani. Il populismo penale è quella modalità del discorso pubblico e dell’azione politica secondo cui il codice penale si candida a strumento di governo di fenomeni sociali complessi, in un processo di semplificazione in cui repressione e controllo penale pervasivo dovrebbero portare, secondo una retorica securitaria, al risultato di una maggiore sicurezza per la maggioranza della popolazione grazie all’isolamento e alla penalizzazione di alcune minoranze “nemiche” della convivenza sociale. Porta con sé non solo più penalizzazione e incarcerazione, nella totale assenza di ogni evidenza su una sua supposta efficacia (il potere deterrente di queste misure si è ampiamente dimostrato nullo) ma ha come inevitabile conseguenza l’abbassamento generale delle garanzie e delle tutele costituzionali e, come risultato strategico, un indebolimento delle politiche di coesione sociale. La risposta punitiva infatti rappresenta uno strumento solo apparentemente risolutore, proprio perché recepito in maniera energica, perché sul piano comunicativo semplice, facilmente comprensibile a tutti nella sua elementare simbologia. Questo processo verso uno “stato penale” sta avvenendo in diversi ambiti e coinvolge diversi soggetti. Esso incorpora pulsioni vendicative e sentimenti di indignazione morale diffusi a livello popolare e esime la politica dalla ricerca di strategie di intervento più onerose e tecnicamente più appropriate. Per la violenza di genere, tutto ciò sta avvenendo in nome delle donne, la cui “difesa” diventa argomento strumentale.

Perché ci riguarda

L’appello alla previsione di più reati, a pene più lunghe, al richiamo all’applicazione di misure cautelari detentive, fino alla patologizzazione della violenza di genere e alla sua “cura” per via chimica, non serve ed anzi nuoce alle donne.

Non serve alle donne, il populismo penale: perché grazie anche al lavoro portato avanti in tutti questi anni da noi le leggi ci sono oggi, le fattispecie di reato anche e le pene previste sono adeguate, e anzi in alcuni casi, nella graduatoria europea, non sono certo le più miti. Se ci sono delle criticità, esse a volte sono state rilevate nell’applicazione di queste leggi e delle sanzioni: ma questo è un problema culturale e sociale, non normativo, non è con la previsione dell’inasprimento delle pene che riusciremo a creare le condizioni per un cambiamento “nel sentire” che necessita quando il tema è quello della violenza di genere. Abbiamo bisogno, invece, di un sistema normativo positivo, che prima di tutto promuova e garantisca concretamente la promozione di diritti e condizioni sociali funzionali a prevenire la violenza. E, non secondariamente, di un sistema che resti attento e vigile verso garanzie e tutele: per noi e per tutti.

Nuoce alle donne, il populismo penale: perché sta dentro a un paradigma secondo cui la violenza di genere è la somma di comportamenti criminali e/o patologici singoli, invece di essere – come è – una questione strutturale, di modello patriarcale della società, di rapporti di potere asimmetrici tra generi. Alle donne servono buone leggi che sanzionino i reati che subiscono, ma non serve la retorica di un “governo penale delle questioni di genere”.

Formazione, consapevolezza, pensiero critico

Siamo consapevoli dei rischi – per le donne e per tutti – che il populismo penale porta con sé sul piano della civiltà giuridica, del diritto e dei diritti, e dell’inganno su cui si basa per quanto attiene alle politiche di genere. Crediamo che la voce di una realtà come il CCVD sia voce autorevole, per competenza, sapere, impegno e pluralismo, e che vada spesa nella direzione della produzione di un approfondimento e di una consapevolezza critica. Per questo, proponiamo di organizzare un seminario, nella settimana del 25 novembre, che faccia chiarezza su questi temi e offra una opportunità formativa a quanti/e operano nel settore, alle associazioni, alle e agli operatori, alla cittadinanza tutta.

Scarica la locandina del seminario

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Martedì 05 Novembre 2019 15:37

Lascia la porta aperta

PER NON DIMENTICARE. Racconti dalla notte dell'incendio

In occasione dei 30 anni dall'incendio del 3 giugno 1989 al carcere delle Vallette di Torino

Spettacolo di teatro/canzone
con il gruppo vocale gli Abbaini
regia e voce narrante Olivia Buttafarro
direzione artistica Floriana D’Andrea
azioni sceniche Matteo Squillari
chitarra e voce Giovanni Acchiardi

Con il patrocinio della Città di Torino

In collaborazione con Cecchi Point Casa del Quartiere e Associazione Aurea

Salone delle Arti - Hub Cecchi Point - Via Cecchi 17, Torino - ore 20.45

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Scarica la locandina

Leggi la ricostruzione dei fatti

Leggi la cronologia dell'incendio

Leggi i racconti della notte dell'incendio

 

Leggi la sentenza

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Martedì 08 Ottobre 2019 12:52

LiberAzioni 2019

Il Progetto LiberAzioni – Arti dentro e fuori dal carcere coinvolge persone detenute e persone libere.

SaperePlurale, come nella prima edizione, in collaborazione con la Cooperativa Etabeta, ha promosso e organizzato il concorso di scrittura di racconti brevi dedicato alle persone detenute in tutta Italia.

Il tema del concorso, per questa edizione, è stato: IO SONO TANTI/E. Tutti/e quelli/e che sono stato/a, sono e sarò

Sono stati selezionati 10 racconti finalisti e ora sono al lavoro tre giurie:

  • le giurie degli esperti e delle persone detenute, riunite nella Casa Circondariale di Torino, hanno deciso congiuntamente l’assegnazione del Primo premio
  • il Secondo premio è assegnato da una Giuria popolare, riunita presso la Biblioteca Cognasso, nel quartiere delle Vallette
  • il Premio speciale Diritti Globali è assegnato da una giuria curata da SocietàINformazione, che pubblica annualmente il Rapporto sui Diritti Globali

La premiazione avverrà il 20 ottobre 2019, nell’ambito del festival LiberAzioni, a Torino

Tutte le informazioni sulle giurie e sul Festival sulla pagina Facebook del Festival

Vedi il programma completo del Festival

Si sono conclusi anche i due laboratori autobiografici curati da Sapereplurale con Coop Etabeta, uno all’interno del carcere torinese, nelle sezioni femminili, e uno nel quartiere delle Vallette: le scritture, condotte sui medesimi temi, saranno nuova occasione di incontro e dialogo tra interno e esterno. Anche il tema dei laboratori è: IO SONO TANTI/E, centrato sulla molteplicità dell’io e sulle identità “in movimento”.

Leggi/scarica il booklet che illustra il lavoro del laboratorio con le donne detenute

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Lunedì 23 Settembre 2019 16:55

LiberAzioni - Appuntamento del 15/10/19

Nell'ambito del Festival nazionale LiberAzioni, che promuove attività artistiche che mirano a dare voce alle persone detenute e a favorire la conoscenza e il dialogo tra carcere e territorio, Sapereplurale con EtaBeta e Láadan - Centro culturale e sociale delle donne organizza

Donne recluse. Esprimere la forza, esprimere la bellezza

Dialoghi, narrazioni e immagini dalla detenzione femminile

Martedì 15 ottobre, ore 18.00 Láadan - Centro culturale e sociale delle donne via Vanchiglia 3, Torino

 

Vai al flyer dell'evento

Vai alla pagina FB dell'evento

Informazioni: www.facebook.com/liberazionifestival/

Per saperne di più sul libro vai al sito di Rio Terà dei Pensieri

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